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World Expo Roma 2002

Era da tempo che Narciso mi parlava di un regolamento storico. Io, da sempre restio alle novità, non è che mi andasse molto. Avevo voglia di fare altro ma, per quanto ne sapevo, gioco storico voleva dire regolamenti astrusi impaginati con la macchina da scrivere. Oltre al fatto che c’erano da comprare, e soprattutto dipingere, soldatini piccoli piccoli. Ah, e poi la fama sinistra che lo storico fosse un gioco da vecchi scassaballe. Non è che avessi del tutto torto comunque. Specie sugli scassaballe.

L’occasione per la svolta fu la mostra internazionale del soldatino. Appuntamento cruciale per gli appassionati, che aveva la fortuna di svolgersi a Roma e raggiungibile con pazienza anche dalla metropolitana. La mostra era spalmata su più giorni, almeno tre, ma noi ovviamente si giunse nel pomeriggio dell’ultimo giorno, poche ore prima della chiusura. Seppi poi che nel frattempo, oltre alla gare di pittura del modellismo statico, ci furono varie dimostrazioni di gioco storico. Ovviamente arrivammo quando ormai avevano sbaraccato tutto.

Bei modelli in giro, cose pitturate con maestria, veri e propri dipinti sulle gualdrappe dei cavalli. Stupefacente scoprire che si poteva dipingere un soldatino come se fosse una foto in bianco e nero. La cosa che mi stupì maggiormente fu un aereo precipitato in mare, appoggiato sul fondo sabbioso, e praticamente messo dentro una vasca per pesci colma di detersivo per piatti a simulare acque limacciose.

Parlottavamo tra noi di come fossimo stati sfigati da mancare l’appuntamento col wargame, nonostante ce l’avevamo messa tutta per evitarlo. Ed ecco che a quel punto, come un regalatore di caramelle ai bambini di quelli paventati dalle mamme, si avvicina guardingo il Lorenzo Sartori. Si intromette e ci parla del DBA, proprio il gioco di cui si stava interessando Narciso. Forse ci propone pure una traduzione in italiano del suddetto per evitare la paura di approcciare l’inglese. E ci indirizza verso lo stand della Venexia, dove acquistiamo i nostri primi mucchi di soldatini in 15mm. Io presi dei vichinghi della Camelot, un armylist che penso di non aver mai utilizzato così in torneo, o qualcosa del genere.

Raccolgo anche un pieghevole della FIW (Federazione Italiana Wargame) con spiegato brevemente cosa era il gioco dei soldatini tridimensionale. Pare che tale sforzo editoriale in poche facciate A5 avesse comportato spese e sforzi produttivi tali da essere accigliato argomento di discussione tra i soci FIW. Io devo dire che se gioco a soldatini è anche grazie a quell’opuscolo. Poi sul fatto che i rancori interni alla FIW accumulati all’epoca siano ancora attuali, è un’altra storia.

Insomma, la gita era servita a qualcosa, ossia a farci ricordare che siamo dei dementi se ci rechiamo ad una cosa del genere solo all’ultimo momento, e che nei confronti dei soldatini siamo abbindolabili facilmente. E’ anche vero che da allora ci si diede anima e corpo al DBA, e con esso ci facemmo tanti amici.

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