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Agliana 2004


Vexillum: Luca [35], Narciso [20], Massimo [10]

Il primo torneo fuori porta. Il primo con il nome Legio Palatina. Con gita inclusa. Si parte in macchina: io, Narciso, Luca e Magda (all’epoca ragazza di Luca).

A dormire trovammo a Firenze, in un albergo gestito da Valdesi, nella parte a sud dell’Arno. Tutto un altro prezzo rispetto ai più blasonati alberghi fiorentini, anche perché questo non è un vero e proprio albergo. Massimo e Narciso temevano di ascoltare dall’altra parte del muro chissà quali rumori di amplessi, invece Luca si produceva in un russare da competizione. Temibile Luca, davvero.

La sera si andò a mangiare in un localino simpatico, chic ma ruspante, suggerito da Paolo, che all’epoca risiedeva e lavorava a Firenze ed ancora non si cimentava in soldatinate. Qui Narciso, vedendo un menù alquanto altisonante, apostroferà sfacciatamente la povera cameriera con la richiesta di un piatto che si sarebbe dovuto in finale tutto lardellare. Allo sgomento di lei sull’impossibilità dell’operazione, Narciso svelò che la sua era solo una carica umoristica di sana discendenza pratica e bonaria che voleva ordunque mostrarsi anche al desco. L’azione del lardellamento di ogni cosa è ormai frase comune tra di noi, entrata nel vocabolario comune, un segno di distinzione di noi dementi. Che genio Narciso!

Quella sera fu freddissima, ancora mi ricordo il mio passeggiare sotto Santa Maria Novella aspettando che gli altri terminassero una gita del campanile della suddetta. Un freddo allucinante. La sera, mentre a piedi andavamo a caso cercando di tornare all’albergo, pensavo seriamente di non poter superare la notte. Aspettavo con ingordigia lo spuntare dell’alba con la speranza del tepore dei raggi del sole. La mattina seguente nevicò.

Sulla strada provinciale per Agliana, paese che non ha nulla di cui ridere, la neve si infrangeva mollemente sulle nostre ruote non catenate. Ai lati della strada c’è un fosso. La vista di un furgone infilatoci di fresco con tanto di neve ad iniziare a ricoprirlo non era di certo benaugurante. Il viaggio fu così lento e lungo nonostante i pochi km di distanza da Firenze.

Il posto era davvero fico. Si poteva anche fare a pallate di neve. La neve l’avevo vista solo tanti anni prima quindi è scontato che mi emozioni. La convention era distribuita su più edifici. Il torneo era ambientato in una specie di teatrino, mentre l’area degli espositori era in un altro edificio, mi pare una palestra o una pista di bocce, insomma qualcosa del genere. Generoso fu il pranzo, con pasta, vino e affettati. Sembrava una sagra paesana.

Le partite non andarono benissimo. Presi svariati schiaffoni. Inesperienza la causa principale. Non ho foto dell’evento, ho preso queste dal sito DBA. Si intravede il mio campo con le mie pezzette ed una delle prime versioni del foglio riassuntivo. Se non ero al mio posto voleva dire che evidentemente la partita era finita presto, a mio discapito ovviamente. Peccato che non si vedano gli altri.

A quel torneo c’era pure Diego, venuto di sua sponte tramite amicizie locali. Luca si accorse della presenza di un altro romano e tentò di farci amicizia, ricavandone aperta ostilità, dato che Diego quando perdeva diventava veramente di cattivo umore. Poi l’età più tarda stranamente mitigò questo suo aspetto invece che peggiorarlo. Comunque si decise all’unisono di mandarlo a cacare. Ma più tardi ce lo ritrovammo tra i piedi a Roma e stavolta facemmo amicizia. Duratura. Magda invece cercò di farsi un giro nelle vicinanze con la macchina, ma la neve la frenò. Si fece due cose così. Non durò molto altro Magda dalle nostre parti.

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